Religione

Religione ebraica

L’importanza della civiltà ebraica non consiste nella grandezza materiale e nelle conquiste, ma nella sua religione, la religione ebraica. Lo Stato di Israele fu povero; non si allargò oltre i propri brevi confini; anzi subì spesso il dominio di altri popoli assai più potenti, che lo premevano da ogni lato.

I personaggi Ebrei che più si ricordano non sono guerrieri o uomini politici, ma sacerdoti o profeti: Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele,… Isaia, figlio di Amoz, nacque intorno al 765 a.C.

Isaia

Egli visse in un periodo di forti tensioni sociali e politiche durante le quali Israele era sotto la costante minaccia di un’invasione assira. È uno dei quattro maggiori profeti biblici, al quale viene attribuito un libro: il cosiddetto libro di Isaia. Considerato insieme a Elia uno dei profeti più importanti di tutta la Bibbia, gli succederanno Geremia, Ezechiele e Daniele. Egli ebbe nel Tempio di Gerusalemme una visione in cui il Signore lo inviava ad annunciare la rovina di Israele. Oltre al profeta e all’uomo politico, Isaia può essere considerato anche un poeta.

La grandezza della civiltà ebraica sta nell’avere avuto l’idea di un solo Dio, che vuole dall’uomo più che sacrifici di animali, purezza di vita, amore del prossimo e opere buone.

Una religione che non può neppure lontanamente essere paragonata con quella dei popoli idrolati o pagani.

Gli Ebrei celebravano il sabato, astenendosi da ogni lavoro per l’intera giornata e dedicandola interamente alla preghiera, in ricordo del settimo giorno della Creazione.

N.B. La religione Cristiana dichiarò invece la domenica giorno del Signore.

Gli Ebrei celebravano la Pasqua, in ricordo della rivelazione della Legge di Dio sul Sinai. (Alcune delle feste ebraiche sono mantenute nella nuova religione, con un nuovo significato).

La sincerità e interiorità della religione vennero meno però presso la setta dei Farisei, i quali riducevano la religione ad una serie di atti esteriori. Un atto esteriore era ad esempio la purificazione delle mani, senza pensare a purificare il cuore.

Concludendo

Tutti gli altri popoli avevano delle superstizioni, non una religione, come ebbero gli Ebrei. La loro era invece la religione sulla quale Dio voleva innestare la nuova e più vera religione: la religione cristiana.

Nel disegno che segue c’è il grande Sacerdote presso il tavolo delle offerte. Accanto si può notare il candelabro a sette fiamme, caratteristico del culto ebraico e simbolo dei sette pineti con la presenza di Dio al centro, tra il popolo. Il disegno mostra anche la lira con la quale si accompagnano i salmi. Sullo sfondo è visibile l’altare e una scritta in alfabeto ebraico.

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