I Cassiti

I Cassiti

I cassiti erano una popolazione di rozzi montanari che abitavano la porzione dell’altipiano iranico che confina con la Babilonia e per qualche tratto ancora più addentro. Provenivano dai monti Zagros, I Cassiti invasero Babilonia e vi regnarono nel periodo che va dal 1594 a.C. al 1157 a.C.

La dinastia cassita, abbandonando le proprie origini rozze, si distinse per aver accolto l’arte del popolo conquistato, per riscattarla dalle rovine, recuperando lettere e arti, e talvolta per rinnovarla.

Gli storici hanno riconosciuto l’arte cassita soprattutto nei tipici monumenti chiamati kudurru. I Kudurru sono pietre raffiguranti donazioni effettuate da re a templi o a privati. Dopo scavi recenti gli storici hanno rivalutato questo periodo artistico che avevano definito decadente.

Kudurru

 

L’arte cassita produsse ottimi prodotti scultorei, santuari con le volte per le porte, rilievi figurali rappresentanti divinità montane o acquatiche. Essi costruivano palazzi in cui mancava la centralità dei due cortili e con pitture murali raffiguranti sfilate di funzionari di corte, questi ultimi caratterizzati dall’alternanza di individui magri e alti e di altri bassi e tozzi.

La società cassita, dominata dal re e dall’aristocrazia, poteva contare di un buon apparato burocratico di magistrati e funzionari. Lo shatammu si occupava delle funzioni amministrative ed il kazannu del mantenimento dell’ordine pubblico e della giustizia, proprio come i pretori romani. Il sistema feudale cassita era molto articolato. Per segnalare i confini territoriali si faceva uso di kudurru.

I re cassiti avevano grande venerazione per gli dei mesopotamici, soprattutto per Nippur per il dio Enlil. I Cassiti compirono restauri nei maggiori centri culturali, soprattutto a Ur. Essi ricondussero nella città il simulacro di Marduk che fu sottratto dagli Hittiti. Marduk era il re degli dèi e divinità protettrice dell’antica città di Babilonia. Dio civilizzatore, era considerato creatore dell’universo e dell’ordine civile, generato a partire dal caos primordiale (attraverso la sconfitta della dea Tiāmat); nella mitologia babilonese Marduk era una divinità polioftalmica (gli erano attribuiti quattro occhi), determinava i destini degli uomini, guidava i re nelle cerimonie importanti, era misericordioso, possedeva facoltà magiche e presiedeva agli esorcismi.

Kudurru

 

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