“La scu-ola della legalità” è una filastrocca di Vitalba Santoro
La Legalità come Cultura: Un’Analisi della Filastrocca
In un’epoca in cui i valori civici sono spesso messi alla prova, la poesia può diventare uno strumento potente per trasmettere messaggi profondi con semplicità. La filastrocca “La scu-ola della legalità” di Vitalba Santoro è un esempio luminoso di come la letteratura per l’infanzia e non solo possa affrontare temi complessi come la legalità, la responsabilità condivisa e il ruolo dell’educazione.
Il Ruolo della Scuola: Presidio di Valori
Il componimento si apre con una definizione chiara e netta: “La Scuola è presidio di Legalità”. La scuola non è vista solo come un luogo di istruzione accademica, ma come una fortezza etica, un punto di riferimento dove si diffondono “saperi e socialità”. Qui, l’apprendimento non è isolato; è intrinsecamente legato alla capacità di stare insieme, di rispettare le regole comuni e di crescere come comunità.
L’autrice gioca intelligentemente con le parole, spezzando il termine “scu-ola” per richiamare il concetto di “olà”. Questo gioco di parole suggerisce un’immagine vivida: la legalità non deve essere statica o imposta, ma deve propagarsi con entusiasmo e partecipazione, proprio come un’onda che attraversa uno stadio.
Un Messaggio di Responsabilità Condivisa
Il cuore del messaggio di Vitalba Santoro risiede nella seconda parte della filastrocca. C’è un avvertimento gentile ma fermo: “Però non lasciamo da sola la scuola”.
Spesso, nella società contemporanea, si tende a delegare interamente all’istituzione scolastica il compito di educare alla cittadinanza. La poetessa ricorda che la scuola “ha il suo beò da fare a insegnare la storia”. Il carico didattico è già pesante e la formazione culturale di base è il suo primo dovere istituzionale.
Affidare alla scuola l’intero peso dell’educazione alla legalità rischia di essere controproducente se non supportato dal contesto esterno.
Oltre le Mura Scolastiche: La Legalità come Cultura
Il vero cambiamento avviene quando le mura della scuola vengono superate. “Se invece continua fuori le mura, se ognuno di noi un po’ se ne cura…”. Questi versi sottolineano che la legalità non è una materia da studiare solo sui banchi, ma una pratica quotidiana da vivere nelle famiglie, nelle istituzioni, nel lavoro e nel tempo libero.
L’obiettivo finale è elevato e trasformativo: “la Legalità diventa cultura”. Quando il rispetto delle regole smette di essere un obbligo imposto e diventa un valore interiorizzato, condiviso e praticato da tutti, allora si parla di cultura. La legalità cessa di essere un’eccezione e diventa la norma, il tessuto connettivo della società.
Conclusione: Un Invito all’Azione
La filastrocca di Vitalba Santoro non è solo un testo da recitare a memoria, ma un manifesto educativo. Ci invita a riflettere sul fatto che la lotta all’illegalità e la promozione della giustizia iniziano dai piccoli gesti quotidiani e dalla consapevolezza che nessuno può esimersi dal proprio dovere.
Insegnare questa filastrocca ai bambini, ma soprattutto meditarla come adulti, significa riconoscere che la scuola pianta i semi, ma è l’intera società che deve curare il giardino affinché la legalità possa fiorire davvero.
“La legalità non si insegna solo con le parole, ma con l’esempio di chi la vive ogni giorno.”
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