Posta e monete

Posta e monete nell’antica Persia

Il servizio di posta e le monete dell’antica Persia hanno assunto una certa importanza nella storia.

Il Regno dei Persiani, specialmente con Ciro e i suoi successori, fu assai ben organizzato. Il territorio era solcato da grandi strade, sulle quali si svolgeva un regolare servizio di posta a cavallo, assicurando il collegamento della capitale con le più lontane regioni.

A regolari distanze erano stabiliti dei posteggi (o poste) con alberghi per i corrieri e per i cavalli freschi da sostituire a quelli stanchi (organizzazione dello Stato, a servizio soltanto dei corrieri del re).

Il re poteva perciò rapidamente far giungere i suoi ordini scritti ai governatori di paesi anche molto lontani dalla capitale.

Cosa meravigliosa per quei tempi!

Posta e monete
Posta e monete

 

Non meno importante fu la diffusione, che si ebbe forse per la prima volta nel regno persiano, del sistema delle monete coniate.

Infatti anticamente si commerciava con il sistema del baratto: cioè si dava, per es., una certa quantità di grano, a chi lo richiedeva, per ricevere, ad es., da lui del vino, che egli non adoperava. Oppure la pecora o altro bestiame, serviva come mezzo di scambio, cioè da moneta (dal latino pecus = bestiame, viene pecunia che vuol dire moneta). Chi aveva grano in sovrabbondanza lo vendeva e riceveva in pagamento una pecora o più, secondo il valore del grano venduto; con la pecora comprava poi del vino. Più tardi si cominciò ad usare, come mezzo di scambio, l’oro o l’argento, in pezzi che venivano pesati ogni volta per conoscerne il valore.

Infine si usò garantire, con un sigillo speciale o conio il peso e la quantità, e perciò il valore, dei metalli usati come moneta.

Osservando le monete antiche si vedrà che esse non hanno i contorni regolari, come le nostre; e che verso l’orlo hanno una serie di puntini. Perché questo? I contorni erano irregolari perché la moneta non era stampata a macchina, ma con un punzone a mano (una specie di timbro). Si prendeva una certa quantità di metallo fuso, corrispondente al valore che doveva avere la moneta, e la si premeva con il punzone; naturalmente una parte del metallo tende ad uscire dall’orlo del timbro come avviene oggi con i suggelli fatti con la ceralacca.

I puntini verso l’orlo erano fatti perché le monete non si potessero limare, e ridurre quindi di peso e di valore, rubando la limatura d’argento! (Oggi si ottiene lo stesso scopo imprimendo una zigrinatura nello spessore della moneta).

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