L' altro

L’ altro

“L’ altro” di Vitalba Santoro: una filastrocca che educa alla relazione

La filastrocca “L’ altro” di Vitalba Santoro è un piccolo manifesto poetico sull’importanza dell’attenzione, del rispetto e dell’inclusione. Con un linguaggio semplice e musicale, l’autrice affronta uno dei temi più delicati e fondamentali della convivenza umana: il rapporto con l’altro, con chi ci sta accanto, con chi è diverso da noi, con chi incrocia il nostro cammino.

Il valore del rispetto come primo passo

La filastrocca si apre con una domanda implicita: che cosa serve per stare bene con gli altri? La risposta è immediata e limpida: tatto, affetto e soprattutto rispetto. Santoro mette il rispetto al primo posto, come fondamento di ogni relazione sana. È un messaggio semplice ma potentissimo, che parla ai bambini e agli adulti con la stessa forza.

La distrazione come ostacolo alle relazioni

Uno dei passaggi più significativi è quello dedicato alla distrazione. L’autrice la descrive come una forza che “separa le persone”: quando non ascoltiamo, quando non guardiamo davvero chi abbiamo davanti, quando siamo assenti, l’altro smette di esistere per noi. Al contrario, l’attenzione diventa un ponte: permette di vedere, capire, includere.

Inclusione: un valore che riguarda tutti

La filastrocca sottolinea che l’inclusione non è un compito riservato a pochi:

  • riguarda chi decide in alto,
  • chi lavora ogni giorno,
  • chi scrive la Storia,
  • chi ha successo.

È un invito a riconoscere che ogni persona, indipendentemente dal ruolo, ha la responsabilità di costruire un mondo più attento e accogliente.

I riferimenti culturali: Don Milani e Sepúlveda

Santoro inserisce due riferimenti preziosi:

  • L’“I care” di Don Milani, simbolo di responsabilità e cura dell’altro;
  • La gabbianella e il gatto, la celebre storia di Luis Sepúlveda che insegna la solidarietà e il rispetto delle differenze.

Questi richiami ampliano il significato della filastrocca, collegandola a due grandi insegnamenti sulla dignità umana.

“L’altro è il tuo ritratto”: la chiusura che illumina tutto

Il verso finale è una rivelazione: l’altro è il tuo ritratto. Significa che nell’altro possiamo riconoscere noi stessi: le nostre fragilità, i nostri desideri, la nostra umanità. È un invito a guardare l’altro non come un estraneo, ma come uno specchio che ci restituisce ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.

Una filastrocca per educare alla gentilezza

“L’altro” è una filastrocca che parla di empatia, attenzione e responsabilità. È un testo perfetto per la scuola, per un laboratorio di educazione civica, per un percorso sulla gentilezza o sull’inclusione. Con parole leggere e musicali, Vitalba Santoro ci ricorda che la relazione è un’arte che si impara ogni giorno, e che l’altro non è un ostacolo, ma un dono.

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