Età dei metalli

Età dei Metalli

Con la definizione di età dei metalli si indica il periodo storico in cui gli uomini iniziarono la lavorazione dei metalli. Essi fondevano i metalli per costruire armi e utensili, abbandonando progressivamente l’utilizzo della pietra. Questo periodo fu successivo all’età della pietra e comprende tre età: l’Età del rame (5000-3000 a.C.), l’Età del bronzo (3000-1100 a.C.) e l’Età del ferro (a partire dal 1100 a.C.).

Preistoria

 

Preistoria

 

Ottomila anni fa (6000 a.C.) l’uomo imparò a fondere il rame e iniziò l’Età dei metalli. Gli uomini forgiavano i loro strumenti metallici servendosi dei forni; per raggiungere le alte temperature, essi soffiavano continuamente sulla fiamma. La roccia contenente il metallo veniva frantumata e gettata sul carbone ardente. 5000 anni fa (3000 a.C.) l’uomo imparava a fabbricare le leghe, ottenendo il bronzo (che è una lega del rame con lo stagno).

Quando si pensa al primitivo uso del ferro, il riferimento immediato è l’Età del ferro (1200 a.C.).

Età dei metalli
Età dei metalli

Nell’Età dei metalli l’uomo è più progredito. Forgia armi, elmi, scudi, corazze, gioielli e suppellettili di metallo.

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Costruisce anche le prime abitazioni: palafitte, terremare, nuraghi e comincia a vivere in capanne situate in villaggi veri e propri.

Preistoria

Di questi primi villaggi e delle prime costruzioni ci restano soltanto tracce.

Frequenti e ben visibili, in Italia e altrove, sono, per esempio, le palafitte, cioè sistemi di pali piatati in una palude o in uno stagno, sui quali venivano sistemate le capanne. (Se si fossero costruite sul terreno, le numerose belve feroci avrebbero ben molestato gli abitanti, mentre davanti all’acqua le belve naturalmente si arrestavano). *

Età dei metalli
Età dei metalli

Frequenti sono pure, specialmente in Emilia, le cosiddette terremare, i resti cioè di grandi villaggi, con capanne disposte secondo un piano regolare. Tutte sono elevate su palafitte, piantate però non sull’acqua, ma sul terreno; sempre per ragioni di difesa dalle bestie, e forse anche dall’uomo.

In Sardegna poi sono ancora visibili grandi costruzioni a forma di torre conica, messe insieme con enormi massi di sasso, dette nuraghi.

Forse servivano come luogo di rifugio e di difesa, similmente ai castelli dei tempi posteriori.

 

* Da quanto si è detto sai per quali ragioni probabilmente l’uomo si costruì simili villaggi. Rifletti ora come la riunione di molte capanne in un villaggio segni la nascita dei mestieri e di una specie di governo. Infatti gli uomini anziché provvedere da soli a tutti i bisogni familiari, possono ora dedicarsi a un solo lavoro ricorrendo poi ai propri vicini, specializzatisi a loro volta in altri lavori.

Inoltre, vivendo uno accanto all’altro, gli uomini hanno bisogno di un capo che organizzi la difesa, giudichi le liti ecc. ; il villaggio costituisce dunque una grande tappa verso la vita civile.

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