…e Cartesio Muto: La Filastrocca Satirica di Vitalba Santoro sul Mondo dei Like
In un’era dominata dai social media, dove l’esistenza sembra misurarsi in pollici alzati e cuoricini virtuali, Vitalba Santoro ci regala una filastrocca irriverente e acuta: …e Cartesio muto. Pubblicata come un gioco di parole e rime, questa composizione cattura l’essenza della cultura digitale con un umorismo tagliente, rivisitando il celebre “Cogito ergo sum” di René Descartes in chiave millennial. Ma andiamo con ordine: scopriamo insieme il testo, il contesto e il messaggio di questa piccola perla letteraria.
Il Testo della Filastrocca
Vitalba Santoro mescola ironia, quotidianità e riflessioni profonde, ha creato un dialogo surreale tra due personaggi: “Like” e “Mike”.
Il titolo stesso, …e Cartesio muto, è un gioco di parole geniale. Cartesio (Descartes) rimane “muto” di fronte a questa nuova filosofia dell’esistenza, dove il pensiero critico cede il passo all’approvazione superficiale dei like.
Un’Analisi tra Ironia e Critica Sociale
A prima vista, la filastrocca appare come un innocuo scambio di battute in rima, ma sotto la superficie si nasconde una critica affilata alla società contemporanea. I protagonisti, “Like” e “Mike”, incarnano l’essenza dei social network:
- “Like” non è un nome proprio, ma il verbo inglese che indica l’apprezzamento online, quell’unità di misura “senza limiti o censura” che definisce il valore di un post, di una foto o di un’idea.
- Mike, d’altra parte, è un nome comune, forse un’allusione a “mic” (microfono) o semplicemente un espediente ritmico, ma serve a introdurre il confronto.
Vitalba gioca con le generazioni: il “Millennial si compiace” e “si dispiace” in base ai like ricevuti, trasformando l’autostima in un conteggio digitale. Il culmine arriva con la parafrasi di Descartes: “conta il like, ergo sum” – “conta il like, quindi esisto”. Qui, l’autrice ribalta il pilastro della filosofia cartesiana, dove l’esistenza deriva dal pensiero razionale, sostituendolo con una validazione esterna e effimera. Nella “vita-video room” – un neologismo che evoca le stanze virtuali dei social – l’essere umano non è più definito dalla sua capacità di riflettere, ma dal numero di interazioni positive.
Non è un caso che Vitalba inserisca parentesi come “(forse in pochi capiranno)”: è un invito a riflettere, un monito che non tutti coglieranno la profondità sotto l’umorismo. La filastrocca critica l’era dei like come una forma di dipendenza, dove l’assenza di approvazione genera dispiacere, e il “boom” di un post diventa sinonimo di successo esistenziale.
Perché Questa Filastrocca Ci Parla Oggi?
In un mondo dove piattaforme come Instagram, TikTok e Facebook dominano le nostre interazioni, …e Cartesio muto è più attuale che mai. Ci invita a chiederci: quanto vale la nostra esistenza senza like? Siamo davvero “audaci” solo perché riceviamo approvazione online, o stiamo perdendo la capacità di giudicare noi stessi? L’autrice non moralizza, ma con leggerezza ci spinge a sorridere delle nostre abitudini, magari spegnendo lo smartphone per un momento e tornando a pensare, come Cartesio.
Se non l’avete ancora fatto, provate a leggere ad alta voce questa filastrocca: il ritmo contagioso la rende perfetta per una condivisione virale. Chissà, magari otterrà un sacco di like – ma ricordate, l’importante è che vi faccia riflettere. Vitalba Santoro ci regala un piccolo capolavoro che, con un sorriso, smaschera le follie del nostro tempo digitale.
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