Minuto educativo: una filastrocca di Vitalba Santoro che fa riflettere sul vero senso dell’educare
Vitalba Santoro, con la sua filastrocca intitolata Minuto educativo (sottotitolo: I capponi di Renzo Tramaglino), regala in pochi versi una lezione profonda e ironica sul significato autentico di educare.
Spiegazione: il gioco etimologico e le immagini divertenti
La filastrocca parte da una domanda provocatoria: si può educare in un minuto? La risposta è sì, se si guarda all’etimologia della parola. Educare deriva dal latino e-ducere (o educare, forma intensiva): significa letteralmente “tirare fuori”, “condurre fuori”. Non si tratta di mettere dentro (in-ducere, da cui deriva “indurre” o “indottrinare”), ma di far emergere ciò che è già presente dentro la persona.
Vitalba Santoro lo spiega con umorismo irresistibile:
- Renzo Tramaglino (il protagonista de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni) teneva stretti i suoi capponi (i polli castrati) per non farli scappare.
- L’autrice scherza: “Tengo stretti i miei capponi come Renzo Tramaglino” → non voglio “tenere dentro” o imporre nulla, ma “tirar fuori”!
Poi arriva la metafora potente: l’educatore è paragonato a
- un minatore che estrae tesori nascosti,
- un sarto che cuce e scuce per adattare il vestito,
- un medico del parto (o levatrice) che aiuta a far nascere.
Il verso finale è magistrale: “non in-duce, ma e-duce, disse Socrate a Platone”. Qui l’autrice richiama la maieutica socratica, l’arte di “far partorire” la verità dall’interlocutore attraverso il dialogo, senza imporre idee dall’esterno.
Considerazioni e riflessioni
Questa filastrocca è un piccolo gioiello pedagogico perché ribalta la visione comune dell’educazione:
- Troppo spesso pensiamo che educare significhi riempire teste vuote con nozioni, regole, valori preconfezionati (approccio “in-ducere”).
- Invece, il vero educare è aiutare a far emergere talenti, potenzialità, pensieri autentici che sono già dentro ciascuno di noi.
Vitalba Santoro ci ricorda che l’educatore non è un imbalsamatore di idee, ma un levatore di ostetricia dell’anima: accompagna il “parto” della conoscenza, della personalità, della libertà interiore. È un messaggio attualissimo in un’epoca in cui la scuola e la famiglia sono spesso tentate di “indottrinare” piuttosto che di ascoltare e far fiorire.
Commento personale
Con ironia leggera e riferimenti letterari (Manzoni, Aladino, Socrate), Vitalba Santoro riesce a dire in rima qualcosa di estremamente serio: L’educazione non è imposizione, è liberazione. Non si educa “riempiendo”, ma “svuotando” di paure, pregiudizi e falsi saperi per far emergere l’autentico sé.
In un mondo che corre e vuole risultati immediati, questa filastrocca ci invita a fermarci un minuto… e a capire che un minuto può bastare, se quel minuto è fatto di ascolto, di domande giuste, di fiducia nelle potenzialità dell’altro.
Un minuto educativo vale molto più di mille ore di lezione frontale!
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