La Radice (o morfema lessicale)
La radice (r.) è la parte fissa della parola, quella che contiene il significato di base e rimane invariata in tutte le parole appartenenti alla stessa famiglia.
È il cuore della parola: senza la r., la parola perde il suo significato fondamentale.
Attorno alla r. si possono aggiungere desinenze, prefissi e suffissi, che ne modificano la forma e il senso, ma non cancellano il nucleo di significato che essa custodisce.
Esempi
- lavor- → presente in lavoro, lavorare, lavoratore, lavorazione.
– Indica sempre l’idea di “attività, produzione”. - cant- → presente in cantare, cantante, cantata.
– Esprime sempre l’idea di “canto”. - mar- → presente in mare, marino, marittimo, mareggiata.
– Indica sempre il concetto di “mare” o ciò che a esso è collegato.
Caratteristiche principali della radice
- Stabilità: non cambia, anche se la parola assume forme diverse.
- Unità di significato: porta con sé l’idea fondamentale che accomuna le parole della stessa famiglia.
- Produttività: è la base da cui si possono generare molte altre parole attraverso l’aggiunta di prefissi, suffissi o desinenze.
Radice e famiglie di parole
Dalla stessa radice nasce una vera e propria famiglia di parole.
Esempio:
- Radice scriv-
- Parole derivate: scrivere, scrittore, riscrivere, iscrizione, descrivere, scrivania, manoscritto.
– Tutte queste parole mantengono il legame con l’idea centrale dello “scrivere”.
Radice e derivazione
La r. da sola non è quasi mai una parola autonoma, ma diventa tale solo grazie a desinenze e altri elementi.
- cant- → non ha senso da solo.
- cant-o → parola compiuta, grazie all’aggiunta della desinenza.
In sintesi: la r. è il nucleo semantico della parola, il mattone essenziale su cui si costruiscono tutte le altre forme della stessa famiglia lessicale.

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Attività: “La Famiglia della Parola – Costruiamo l’Albero delle Radici!”
Obiettivo
Aiutare i bambini a comprendere che la radice è il cuore della parola, da cui nascono tante parole “figlie” che condividono lo stesso significato di base.
Materiali
- Cartoncini colorati
- Pennarelli
- Colla o nastro adesivo
- Forbici
- Un grande foglio bianco o cartellone
- Immagini o disegni di alberi (opzionale)
Fasi dell’attività
1. Scopriamo la radice
L’insegnante scrive al centro del cartellone una radice semplice (es. cant-) e la disegna come una radice vera, sotto terra, con linee che si diramano.
Spiega: “Questa è la radice della parola. È come il cuore dell’albero: da qui nascono tante parole!”
2. Costruiamo le parole
Ogni bambino riceve 3 cartoncini:
- Uno per il prefisso (es. ri-, in-)
- Uno per la radice (es. cant-)
- Uno per la desinenza/suffisso (es. -are, -ante, -ata)
I bambini incollano i tre pezzi insieme per formare parole come ricantare, cantante, cantata, ecc.
3. Appendiamo i frutti
Ogni parola costruita viene incollata sopra il cartellone, come se fosse un frutto o una foglia che cresce dai rami dell’albero. I bambini possono disegnare il loro ramo e decorarlo.
4. Raccontiamo la famiglia
Ogni bambino sceglie una parola e la presenta: “La mia parola è cantante. È nata dalla radice cant- e significa una persona che canta!”
Variante teatrale
I bambini possono impersonare le parti della parola:
- Uno è la radice (il cuore!)
- Uno è il prefisso (che entra in scena per dare un’idea nuova)
- Uno è la desinenza (che chiude la parola)
Possono mimare la trasformazione della parola, come una piccola scenetta.
Conclusione
L’insegnante guida una riflessione: “Abbiamo visto che la radice è sempre lì, anche se la parola cambia. È come una mamma che dà vita a tanti figli diversi, ma tutti con lo stesso cuore!”
